La Psicoanalisi
LA PSICOANALISI
La parola "psicoanalisi" significa "analisi dell'anima".
Essa è una che:
• analizza la mente umana;
• propone un modello di terapia dei disturbi psicologici.
LA NASCITA DELLA PSICOANALISI
La scoperta dell'inconscioLa psicoanalisi nasce tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento grazie agli studi di Sigmund Freud, il suo padre fondatore, che ha scoperto e descritto l'inconscio.
L'inconscio è un luogo della nostra mente, una specie di magazzino sotterraneo, dove vengono depositati tutti i ricordi e i pensieri rimossi, che abbiamo rifiutato e creduto di dimenticare. Ogni tanto questi pensieri riemergono, soprattutto quando la nostra mente non oppone loro resistenza, per esempio nei sogni.
Secondo la psicoanalisi l'inconscio è in grado di spiegare l'origine e le ragioni di alcuni nostri comportamenti che non sembrano avere una spiegazione logica: ci sono infatti delle forze e delle spinte dentro di noi che talvolta guidano le nostre azioni.
Freud ha elaborato le sue teorie a partire dagli studi sull'isteria, disturbo che la scienza e la medicina dell'Ottocento non riuscivano a comprendere. Fu il neurologo
Jean-Martin Charcot (1825-1893) a ipotizzare che l'origine della malattia fosse mentale e non fisica.Sull'esempio di Charcot, Freud e lo psichiatra Joseph Breuer applicarono alle loro pazienti il metodo dell'ipnosi, inducendole a raccontare inconsapevolmente episodi della loro vita. Si accorsero cosi che tale disturbo era connesso a vicende rimosse che riaffioravano solo sotto ipnosi: si trattava di ricordi nascosti nell'inconscio.
Freud e Breuer scoprirono che gli eventi traumatici che possono capitare durante la vita e tutti i pensieri a essi legati (vergogna, imbarazzo, senso di colpa) vengono rimossi: la mente cerca cioè di eliminarli. La rimozione è uno spostamento di questi pensieri dalla coscienza, cioè dalla nostra consapevolezza, all'inconscio.
Da qui essi possono inviare dei messaggi alla coscienza, che la nostra mente non riesce però a comprendere e per questo soffre e manifesta dei disturbi, come l'isteria. Compito della psicoanalisi è quindi riuscire a decifrare i messaggi che arrivano dall'inconscio per poter eliminare la sofferenza della nostra mente.
I fondamenti della psicoanalisi
L'interpretazione dei sogni
Freud scopri che per comprendere i messaggi dell'inconscio non bastava l'ipnosi, ma occorreva interpretare i sogni.
Nel 1899 pubblicò "L'interpretazione dei sogni", la sua opera più famosa.Secondo Freud durante le ore di sonno, quando non siamo pienamente consapevoli, i nostri pensieri desideri rimossi cercano di comunicare con la nostra mente.
La coscienza, però, blocca questo loro tentativo tramite la censura. Per poter aggirare la censura i pensieri rimossi "si travestono" e arrivano fino a noi sotto forma di sogni. Il sogno è quindi un pensiero rimosso mascherato, in modo che la nostra mente non possa riconoscerlo e bloccarlo.
Ciascun sogno è quindi caratterizzato da:
• un contenuto manifesto, cioè il sogno vero e proprio così come lo ricordiamo al risveglio;
• un contenuto latente, il pensiero rimosso prima di essere trasformato.
Lo psicoanalista deve quindi interpretare il sogno in modo da comprendere e
riportare alla luce il pensiero rimosso.
La prima topica
Con la scoperta dell'inconscio Freud elaborò una descrizione della psiche umana, chiamata prima topica. Con questa espressione si intende una rappresentazione spaziale della mente, come se fosse una carta geografica.
La mente è come un grande iceberg: la parte sommersa, molto più grande dell'altra, è l'inconscio; la parte che emerge è la coscienza.
L'inconscio, sotterraneo e vastissimo, domina sulla coscienza e quindi influisce sulle scelte di una persona senza che questa se ne renda conto.
Sessualità e inconscio
Durante le sue sedute terapeutiche Freud si accorse che i pensieri rimossi erano spesso legati a contenuti sessuali e risalivano all'infanzia.
Su questa base ricostrui le diverse fasi di sviluppo, dall'infanzia all'età adulta:
• fase orale, dalla nascita ai 18 mesi: il bambino prova piacere durante l'allattamento e dunque tramite la bocca;
• fase anale, fino ai 3 anni: il piacere si sposta nella zona anale grazie all'acquisizione del controllo sfinterico;
• fase fallica, dai 3 ai 6 anni: il piacere si colloca negli organi genitali. Da questo momento il bambino inizia un percorso che lo porterà a sviluppare una sessualità adulta.
Appartiene a questa fase il complesso di Edipo: il figlio maschio prova un amore fortissimo per la madre, che lo porta a scontrarsi con il padre, uscendone sconfitto. Si separa dunque dalla madre, diventa consapevole dei propri limiti e del ruolo paterno e si avvia a sviluppare la propria sessualità;
• periodo di latenza, dai 6 agli 11 anni: la pulsione sessuale si allenta;
• fase genitale, dall'età preadolescenziale: inizia l'attività sessuale vera e propria.
La seconda topica
Grazie a nuove riflessioni, Freud formulò una nuova geografia della psiche, chiamata seconda topica. Egli individuò tre grandi aree, dette istanze:
• l'Io: sia conscio che inconscio, deve trovare un equilibrio tra le spinte dell'Es e i divieti del Super-Io; deve inoltre confrontarsi con la realtà;
• il Super-Io: quasi totalmente inconscio, impone divieti e limitazioni alle spinte dell'Es.
Queste tre istanze sono sempre in conflitto. Convivono in ciascun individuo, prevalgono una sull'altra a seconda delle situazioni e determinano la sua personalità: quando lo funziona correttamente, il soggetto sperimenta il mondo e le relazioni con gli altri in maniera positiva ed equilibrata.
Il lavoro dello psicoanalista
• le associazioni libere: il paziente deve dire tutto quello che gli viene in mente, senza interrompersi e senza badare al senso di ciò che dice;
• l'interpretazione dei sogni.
Grazie a queste tecniche il paziente non solo ricorda, ma rivive gli episodi legati al suo passato. Nel farlo, proietta sull'analista tutte le figure che hanno avuto per lui un ruolo significativo, come la madre, il padre, le persone amate. Questo meccanismo, chiamato transfert, permette al soggetto in analisi di capire meglio tutte le vicissitudini dolorose che ha vissuto e rimosso e facilita un cambiamento e una migliore comprensione della propria personalità.
La psicoanalisi dopo Freud
Carl Gustav Jung (1857-1961), allievo di Freud, non condivideva le idee del maestro sulla sessualità infantile e riteneva che l'inconscio non fosse solo individuale, ma anche collettivo. Sosteneva cioè che ci fossero alcune figure, da lui definite archetipi, presenti nei sogni di tutti gli uomini e anche nel simbolismo dei miti e delle religioni.
La figlia Anna Freud (1895-1982) si occupò dei meccanismi messi in atto dall'Io per difendersi dall'inconscio, come per esempio la negazione, che si verifica quando il paziente rifiuta la realtà.
Melanie Klein (1882-1960) approfondi la psicoanalisi infantile, mettendo a punto tecniche di terapia che non richiedessero l'uso del linguaggio, difficile da utilizzare con i bambini; il disegno o il gioco creativo, per esempio, potevano rivelare l'inconscio.
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